L’Istituto Archeologico Germanico di Roma si è dotato di uno scanner CZUR M3000 per la propria biblioteca, diretta dalla dottoressa Camilla Colombi. Ne parliamo con lei, per capire in che modo il lavoro e lo studio degli utenti è migliorato.
Dottoressa Colombi, può descrivere brevemente l’Istituto Archeologico Germanico di Roma?
L’Istituto Archeologico Germanico di Roma è un Istituto di ricerca finanziato dal Ministero degli Esteri della Repubblica Federale di Germania. La sede di Roma ospita una biblioteca specializzata in archeologia e scienze dell’antichità.
Che tipo di patrimonio conserva la biblioteca?
La biblioteca possiede circa 240.000 volumi, tra cui monografie, raccolte e riviste scientifiche, per lo più messi a disposizione a presa diretta. La collezione comprende anche libri antichi consultabili solo su richiesta per ragioni di tutela.
Chi sono principalmente gli utenti della biblioteca?
I nostri utenti sono ricercatori e studiosi nel campo delle scienze dell’antichità: studenti di laurea magistrale, dottorandi, docenti universitari, professori emeriti, ma anche persone che lavorano in altri istituti di ricerca, nelle soprintendenze e nei musei. Per accedere alla biblioteca è necessario almeno un bachelor in archeologia o discipline affini, come la filologia classica.

Perché avete deciso di acquistare uno scanner per gli utenti?
Abbiamo deciso di acquistare uno scanner per permettere agli utenti di digitalizzare per uso personale articoli di riviste e parti di libri senza danneggiarli. L’uso delle strumentazioni tradizionali, che richiedono di aprire e schiacciare i volumi, rischia infatti di rovinare le rilegature, con costi di restauro non trascurabili.
Che tipo di scanner avete scelto?
Abbiamo acquistato uno scanner CZUR M3000, pensato appositamente per i libri rilegati. Il piano di appoggio che si può sollevare e consente una scansione più delicata dei volumi.
In quali formati è possibile salvare le scansioni?
Lo scanner permette di salvare i documenti in diversi formati, in particolare PDF, e consente anche diverse modifiche alle immagini acquisite.
Quali limiti impone la normativa sul copyright?
In base alla legge sul diritto d’autore, è possibile scansionare per uso personale fino al 15% delle monografie e singoli articoli di riviste o raccolte di atti di convegni. Non è consentito digitalizzare intere opere recenti per metterle online.
È possibile digitalizzare tutto il patrimonio della biblioteca?
No, non è possibile. Solo le opere di dominio pubblico, ossia le opere il cui copyright sia scaduto (dopo 70 anni dalla morte dell’autore dell’opera), possono essere digitalizzate e rese disponibili online. Nel nostro caso, questo riguarda specialmente i documenti del nostro archivio storico.
Come è stata l’esperienza di installazione dello scanner?
È stata molto semplice, senza bisogno di assistenza tecnica. Il personale di sala ha effettuato alcuni test prima di metterlo a disposizione degli utenti.
Gli utenti riescono a utilizzarlo con facilità?
Sì, lo scanner funziona bene ed è già stato accolto con discreto successo. È un po’ più complesso rispetto ad altri scanner, ma offre anche più possibilità. Se si dedica circa mezz’ora per imparare a usarlo, diventa molto efficace. Gli utenti riescono a utilizzarlo senza chiedere troppo aiuto.
Come siete arrivati alla scelta di questo modello specifico?
Ci è stato consigliato da un collega di un’altra biblioteca di Roma. Visto il costo minore rispetto ad altri modelli professionali, abbiamo deciso di provarlo anche noi. Dopo aver contattato il produttore Czur, ci è stato indicato PageNet come rivenditore ufficiale in Italia.
In conclusione, come valuta questa esperienza?
In modo positivo. Lo scanner risponde alle nostre esigenze di tutela dei libri e di servizio agli utenti, ed è ormai uno strumento utile e stabile all’interno della biblioteca.