Oggi vi presentiamo Giuseppe Gennusa, referente del pre-press della redazione Università di D Scuola, realtà che fa parte dello storico gruppo Mondadori. “In passato eravamo un’azienda più piccola, poi nel tempo siamo stati acquisiti da gruppi più grandi: l’ultima acquisizione è stata da parte di Mondadori. All’interno di questo grande team, noi rappresentiamo comunque una piccola parte.

Di cosa si occupa nello specifico all’interno dell’area universitaria? 

Seguo il pre-press del comparto università. Gestiamo marchi storici come Utet Università, Città Studi e Isedi, che fanno capo a noi e sono fortemente legati al mondo universitario.

In cosa consiste concretamente la collaborazione con PageNet?

Parliamo in genere di libri molto datati, per i quali non abbiamo più né gli impianti né i PDF originali. Spesso esistono solo le copie cartacee. In questi casi, quando è necessaria una ristampa oppure si decide di pubblicare in print on demand, chiediamo a PageNet la scansione dell’interno del volume. La copertina, invece, quasi sempre viene rifatta e rinnovata: anche se spesso cerco di mantenerla il più possibile simile all’originale, rifarla è molto più semplice e veloce. 

Da quanto tempo segue il rapporto con PageNet?

Il rapporto con PageNet mi è stato lasciato “in eredità” da una collega. Me ne occupo direttamente da circa tre anni.

Qual è il criterio che vi porta a scegliere il print on demand?

Di solito si tratta di libri che, per la distribuzione fisica tradizionale, sono stati mandati al macero, ma che vogliamo comunque tenere a catalogo. Oppure libri per i quali non è più conveniente fare una ristampa tradizionale. In altri casi, invece, manteniamo gli impianti pronti per una nuova edizione futura.

Quanti titoli gestite mediamente in questo modo?

Parliamo di una decina di titoli all’anno. Va detto però che, col passare del tempo, diventa sempre più raro dover ristampare edizioni molto vecchie: ormai abbiamo i file praticamente di tutti i libri pubblicati dal 2005 in poi. I problemi riguardano soprattutto il materiale precedente, impaginato con software obsoleti e non più compatibili.

Dal punto di vista tecnico, ci sono limiti particolari?

No, parliamo di formati abbastanza standard, non superiamo l’A4.

Come valutate se ristampare o meno un titolo?

cittastudi

Se un libro, anche non aggiornato, è ancora adottato in un corso di studi, lo ristampiamo e resta in produzione finché è adottato. Ci sono poi i volumi non adottati direttamente ma propedeutici allo studio della materia: in quel caso le vendite sono molto più basse e spesso, una volta esaurita la tiratura iniziale, non si procede con una ristampa tradizionale ma con il print on demand.

Che ruolo ha oggi il print on demand nel vostro catalogo?

È importante. È la salvezza di molti titoli che non hanno più la convenienza economica di una stampa tradizionale. Prima non si stampava sotto le 500, 700 o 1.000 copie; oggi, grazie al digitale, si possono fare anche tirature molto basse. In certi casi persino 100 copie sarebbero troppe: se vendo tre copie all’anno, ci metterei 33 anni a smaltirle, con costi di magazzino insostenibili. Il print on demand dà nuova vita a volumi che altrimenti non avrebbero più spazio nel catalogo. E in questo PageNet è essenziale.

Come valuta la collaborazione con PageNet in questi anni?

Molto positivamente. Ho sempre trovato grande professionalità. Ogni tanto mi capita di dover recuperare titoli per cui non riesco a trovare il PDF: in quei casi so di poter contare su di loro.